Avvisi di giacenza: il postino passa sempre due volte?

 

Pratica commerciale scorretta a danno dei Consumatori: perché Poste Italiane rischia un'ammenda di 5 milioni di euro?

Avrebbe violato gli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo per pratiche commerciali scorrette o lesive degli interessi dei Consumatori; è il servizio di posta raccomandata di Poste Italiane, 'pubblicizzato' con caratteristiche che non vengono nei fatti rispettate.

Alcuni servizi di Poste Italiane sono sotto la lente d'ingrandimento dell'Antitrust. Nello specifico è additato il servizio per la Raccomandata.La stessa società conferma che vengono effettuati “2 tentativi di consegna” e nel caso in cui il destinatario fosse risultato irreperibile per entrambe le volte, questi “può ritirarla entro 15 giorni”. Vi sono state tantissime segnalazioni da tutto il territorio nazionale, per cui gli addetti lascerebbero direttamente l’avviso di giacenza nell'apposita cassetta delle lettere del destinatario, costringendolo quindi a mettere in atto procedure alternative per il ritiro previste dalla stessa società (quale il Ritiro digitale), "con uno allungamento dei tempi di consegna ed un dispendio di tempo ed energie che non sarebbe necessario qualora il tentativo di consegna venisse realmente effettuato” - come denuncia l'Autorità. Secondo la presunzione del danno arrecato ai Consumatori, l'Autorità rileva che “Poste, inoltre, avrebbe veicolato messaggi ingannevoli riguardo al servizio di Ritiro digitale, vale a dire la versione evoluta della consegna fisica, delle raccomandate, con riferimento alle relative condizioni economiche e di utilizzo”. Pertanto, per l'Autorità “L’ipotesi è che il mittente che decida di rivolgersi a Poste Italiane per inviare una Raccomandata potrebbe essere ingannevolmente indotto ad acquistare un servizio pubblicizzato che ne enfatizzano determinate caratteristiche che, nella sua concreta erogazione non vengono, poi, rispettate”. In intere di accertamento sono le eventuali pratiche commerciali scorrette da parte dell’Autorità e del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. Se verranno confermate le presunzioni di scorrettezza, l'Autorità potrebbe multare Poste Italiane fino a 5 milioni di euro.

"Che le truffe siano sempre dietro l'angolo e che a patirne siano spesso i Consumatori, intesi come utenti finali di bene e servizi, è materia che oramai urliamo a gran voce da sempre" - commenta Vinella, Presidente Nazionale ACCI - "ma che a fornirle su di un 'piatto casalingo' sia una delle società che si occupa della gestione del servizio postale in Italia dal 1862, questo risulterebbe un dato preoccupante!". #iononcicasco

26 Novembre 2019

A cura di:

Referente ACCI, perito Antonella Vinella

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