IL TEMPO STRINGE! Come richiedere il rimborso delle “addizionali provinciali” sulle bollette elettriche.

La Corte di Cassazione con le sentenze n° 27099 del 23 ottobre e quella n° 29980 del 19 novembre 2019 ha stabilito l’illegittimità della norma sulle “addizionali provinciali” alle accise sull’energia elettrica, compreso tra 0,0093 €/kWh e 0,0114 €/kWh che variava da provincia a provincia, nel territorio nazionale.

E’ consultabile l’elenco delle province che hanno deliberato variazioni della misura dell'imposta per gli anni 2007, 2008, 2009, 2010 e 2011 secondo la normativa vigente al 31/05/07 per kWh. Le misure sono state rapportate ai mille kWh, come prescrivono le nuove disposizioni in vigore dal 1° giugno 2007. (fonte, firenze.gov.it).

L’imposta, istituita nel 2007 per il consumo di energia elettrica diversa dalle abitazioni fino al limite massimo di 200.000 kWh di consumo al mese e applicata sul prelievo di energia elettrica fino al 31 dicembre 2011, è poi stata abrogata dal 01/01/2012 nelle regioni a statuto ordinario e dal 01/04/2012 nelle regioni a statuto speciale per incompatibilità con la normativa comunitaria (direttiva 2008/118 della CE).

Le sentenze sopra citate aprono, ai Consumatori non residenziali e alle imprese, la possibilità di esercitare il diritto a richiedere un rimborso dell’addizionale versata.

La richiesta di rimborso ha un termine di prescrizione decennale. Come esempio su un consumo annuo 50.000 kWh, l’addizionale provinciale recuperabile risulterebbe essere di circa € 600,00.

Per avere diritto a richiedere il rimborso sino all’anno 2011 occorre presentare, tramite il proprio legale di fiducia, la domanda entro il 2020 via raccomandata con ricevuta di ritorno, o PEC, al fornitore di energia interessato, per interromperne la prescrizione (se non già prescritta).

La richiesta di rimborso dell'addizionale provinciale sull'accisa potrà essere proposta con un’azione civile (legge n. 31 del 12 aprile 2019) da intraprendere contro il fornitore, primo soggetto passivo del rapporto tributario, che dovrà a sua volta poi richiedere rimborso delle somme versate all’Agenzia delle Dogane.

Detto ciò, per mera correttezza ci preme sottolineare che i rimborsi non sono sempre automatici. In questi casi il Consumatore avrà comunque la possibilità di far valere i propri diritti in ogni ed opportuna sede. Non avendo potere di legge, le sentenze non determinano di per sé la restituzione dell’accisa già versata, ma potrebbero costituire un precedente in sede di giudizio o per azioni collettive.

06 Maggio 2020

A cura di:

Referente ACCI, perito Antonella Vinella

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