LA TECNOLOGIA 5G: allarme per i presunti rischi per la salute.

Quali i rischi per la salute della tecnologia 5G? Informativa aggiornata agli studi eseguiti sino a marzo 2020.

Cos’è l’inquinamento elettromagnatico? 

L’inquinamento elettromagnetico è una delle numerose forme di inquinamento frutto della società moderna, tendenzialmente orientata a privilegiare le comodità, il progresso tecnologico e gli aspetti economici che ne derivano, rispetto ai danni all’ambiente, agli esseri umani, ed a tutti gli esseri viventi.

Per tali ragioni ciascuno di noi ha, da una parte il dovere di informarsi e dall’altra il diritto di essere informato sui rischi che ne derivano, affinché possa valutare, consapevolmente, i comportamenti e le eventuali iniziative da assumere per tutelare la propria salute, quella di tutti gli esseri viventi e dell’ambiente in cui si vive. Ebbene, ritenendo che non tutti abbiano conoscenze tecniche del fenomeno, è opportuno precisare, in estrema ed elementare sintesi, che l’inquinamento elettromagnetico scaturisce, in via generale, dalle fonti di energia elettrica che, nel momento in cui la producono, la trasformano e la utilizzano, generano campi elettrici e campi magnetici di intensità variabile, in funzione della “potenza” della fonte, ovvero radiazioni elettromagnetiche a carattere ondulatorio che si propagano nell’aria (al pari del moto ondoso nel mare), definite “onde elettromagnetiche. Sulla base di tale principio, la tecnologia ha creato dispositivi (in particolare antenne e ripetitori) che, attraverso processi di conversione dei dati/voce, consentono di mettere in comunicazione tra loro le persone e le cose, mediante la emissione-ricezione di onde elettromagnetiche con specifiche e diverse caratteristiche. Gli effetti delle onde elettromagnetiche sull’ambiente e sugli esseri viventi dipendono, non solo dalla loro intensità, ma anche e soprattutto dalla loro frequenza, la quale si identifica con la lunghezza d’onda della radiazione (immaginiamo la distanza tra le creste di due onde del mare) e si misura in Hertz (Hz); maggiore è la lunghezza dell’onda, minore è la frequenza e viceversa. Le onde elettromagnetiche emesse dalle comuni apparecchiature elettriche (cavi elettrici, lampade, elettrodomestici, ecc…) sono a bassa frequenza (fino a 300Hz), mentre quelle emesse da altre apparecchiature, come ad esempio le antenne per la telefonia mobile, hanno alta frequenza (da 10MHz a 300GHz). Poiché ad una maggiore frequenza corrisponde una maggiore capacità di contenere e fare viaggiare dati, ecco quindi spiegato il motivo per il quale ci si sta orientando ad incrementare la frequenza delle onde elettromagnetiche utilizzate per le trasmissioni, ma senza tenere conto dell’aumento dei rischi per l’ambiente e gli esseri viventi.

Quali sarebbero i benefici della tecnologia 5G?

La tecnologia 5G dovrebbe consentire un incremento delle prestazioni, non solo della telefonia mobile, ma soprattutto dei collegamenti tra le cose e le persone, consentendo così di sviluppare sistemi di comunicazione innovativi e performanti, in grado di supportare applicazioni per la gestione, il monitoraggio, il controllo e l’organizzazione, ad esempio, di abitazioni, edifici, elettrodomestici, computers, rete viaria, guida intelligente dei veicoli, ponti e viadotti, trasporti, servizi sanitari ed altri servizi, turismo, agricoltura, inquinamento, realtà virtuale, insomma tutto ciò che riguarda le nostre attività quotidiane, siano esse ludiche o professionali.Poiché tali funzionalità implicano il trasferimento di dati in quantità e velocità molto superiore rispetto a quelle attualmente in uso, ecco quindi la necessità di passare dalla attuale tecnologia 4G a quella 5G. La tecnologia 5G utilizza alte bande di frequenza da 3.5-3.6 GHz, 26 GHZ e successivamente ancora più elevate, nella gamma tra 24.25 e 86 GHz. La banda 24,5-27,5 GHz riguarda le cosiddette “onde millimetriche” che, a causa della elevata attenuazione subita durante la propagazione, hanno una copertura limitata, ed è quindi necessario installare numerose antenne-ripetitori, stimato in circa 1 milione di apparati. Diverse società di telecomunicazioni hanno inoltre proposto di fornire il 5G attraverso il Wi-Fi dallo spazio, con circa 20.000 nuovi satelliti, ognuno dei quali emetterà onde millimetriche con una potenza alla fonte di oltre 5 milioni di watt.

Cosa prevede il PROGETTO di ATTIVAZIONE DELLA RETE 5G?

Con delibera n. 2016/588 del 14/9/2016 la Commissione Europea ha individuato il dispiegamento tempestivo del 5G come una opportunità strategica per l’Europa, ed a tal fine ha invitato gli Stati membri a promuovere la sperimentazione ed a designare almeno una città principale abilitata al 5G entro il 2020. Il MISE (Ministero per lo sviluppo economico) ha quindi invitato le aziende a presentare proposte progettuali da realizzarsi, in via sperimentale, entro 4 anni, a partire dal 31/12/2017, nelle seguenti aree: Area 1: Area metropolitana di Milano;Area 2: Prato e L’Aquila;Area 3: Bari e Matera. Con determina del 2 agosto 2017 e successivo comunicato del 20/9/2017, il MISE ha approvato la graduatoria delle migliori proposte progettuali.La legge 27/12/2017 n. 205 ha disposto misure per favorire la transizione verso la tecnologia 5G, ed a tal fine ha stabilito che, ai fini della sperimentazione di tale tecnologia l’AGCM definisce le procedure per l’assegnazione dei diritti d’uso delle bande di frequenza entro il 30 aprile 2018. L’AGCM, con delibera 231/18/CONS ha quindi assegnato le bande di frequenza alle aziende aggiudicatarie, definendo criteri tecnici, scadenze e comuni interessati alla sperimentazione, in numero decisamente maggiore rispetto alle aree definite nel precedente provvedimento del MISE e comunque con l’obiettivo di attivare la tecnologia 5G sull’intero territorio nazionale. L’Italia è al momento il primo Paese in Europa, chiamato a definire le procedure di assegnazione di tutte le bande pioniere per la tempestiva transizione alla tecnologia 5G (Delibera 231/18/CONS, punto 39) e le aziende hanno a tal fine richiesto un aumento dei ristretti limiti alle emissioni elettromagnetiche presenti in Italia (Delibera 231/18/CONS, punto 46). Le aziende aggiudicatarie quindi, si stanno adoperando per l’installazione delle antenne in tecnologia 5G sull’intero territorio nazionale, con investimenti miliardari.A fronte delle contestazioni dei diversi Comuni, l’AGCOM ha riferito che nella sua delibera ha posto l’obbligo a carico delle compagnie appaltatrici di coprire l’intero territorio nazionale entro il 1 luglio 2022 e che non si tratterà di una sperimentazione, bensì dell’offerta commerciale delle compagnia aggiudicatarie di Telecom Italia Mobile, Vodafone e Iliad.Ecco quindi che diversi Paesi in Europa e diversi Comuni in Italia, in forza delle incertezze sugli effetti della tecnologia 5G sulla salute degli esseri umani, hanno e stanno vietando l’installazione di antenne 5G sul proprio territorio e sono altresì numerose le petizioni popolari per fermarne l’avanzamento.

I RISCHI DELLA TECNOLOGIA 5G

Tutti noi siamo immersi nei campi elettromagnetici a bassa ed alta frequenza, ed i danni all’ambiente ed a tutti gli esseri viventi, non sono stati ancora formalmente ad essi attribuiti, ma neppure esclusi e di ciò ne sono prova i risultati dei numerosi studi e le limitazioni imposte dalla legge alle radiofrequenze.

La tecnologia 5G incrementerebbe l’attuale limite di 6 V/m a 61 V/m.

A ciò si aggiunga la fitta rete di “small cells” per la diffusione del segnale, che potrebbero essere posizionate dappertutto e l’enorme proliferazione dei dispositivi connessi (stimati in 1 milione circa per Km2), che si sommeranno a quelli esistenti per la telefonia mobile. Si stima l’installazione di milioni di stazioni base 5G sulla terra e 20.000 nuovi satelliti nello spazio, con 200 miliardi di oggetti trasmittenti, che faranno parte “dell’internet delle cose” entro il 2020, ed un trilione di oggetti entro i pochi anni. Le “onde millimetriche” utilizzate da tale tecnologia producono effetti dannosi non ancora definiti e che quindi necessitano di ulteriori approfondimenti. I limiti attualmente imposti dalla legge si basano sui soli effetti termini e non anche sugli effetti biologici, ovvero le modificazioni biologiche a vari livelli. Come risulta da numerosi e noti studi scientifici, tra cui ISDE (Associazione italiana medici per l’ambiente, affiliata alla analoga associazione internazionale “International Society of Doctor for the Enviroment”, unica al mondo nel suo genere e riconosciuta dalle Nazioni Unite e dall’OMS), non ci sarebbero dubbi sui danni procurati dagli attuali campi elettromagnetici, ed a maggior ragione dalla tecnologia 5G.

Nel 2015 gli scienziati di 41 Paesi hanno comunicato il loro allarme all’ONU ed all’OMS, affermando che recenti pubblicazioni scientifiche hanno dimostrato che gli attuali livelli di campi elettromagnetici sono già di per sé fonte di danni, non solo termici, ma anche e soprattutto biologici, ed i loro valore andrebbe quindi ridotto, piuttosto che essere aumentato con la tecnologia 5G.

Autorevoli ed affidabili studi indipendenti, hanno rappresentato il rischio concreto di numerosi danni agli esseri viventi, quali: 1. danni alla barriera emato-encefalica;2. infertilità;3. disturbi neuro-comportamentali;4. danni diretti alle cellule neuronali;5. danni al feto e alterazioni del neurosviluppo;6. aumento dello stress ossidativo;7. rischio di malattie neurodegenerative;8. danni al DNA;9. disturbi metabolici e del sistema endocrino;10. alterazioni del ritmo cardiaco;11. cancro;12. leucemia;13. disturbi del sonno;14. disturbi della memoria;15. depressione;16. alterazione dei batteri;17. modificazioni del comportamento, orientamento, fisiologia e morfologia degli insetti;18. alterazione dei protozoi;19. effetti nocivi sui pesci, molluschi e crostacei;20. effetti nocivi sugli anfibi, sui mammiferi, uccelli. Inoltre, atteso che gli alberi sono di ostacolo alla trasmissione delle comunicazioni in 5G, in diversi stati si sta assistendo al loro abbattimento, con evidente danno per l’ambiente.

CONCLUSIONI

Come rilevato dalle numerose evidenze scientifiche, la tecnologia 5G comporterà cambiamenti globali in tutti i settori e significativi rischi all’ambiente ed alla salute di tutti gli esseri viventi. La sua realizzazione è stata tuttavia autorizzata e procede regolarmente, senza l’acquisizione di alcun preventivo parere sanitario, né alcuna informativa alla cittadinanza e spesso neppure alle Autorità locali. Per tali ragioni, si ritiene necessario sospendere in via precauzionale la sua installazione ed attivazione, fino a quando non saranno accertati e formalmente dichiarati e resi noti a tutti i rischi che ne derivano. Sono a tutti note le ragioni che spesso rendono difficile o ostacolano l’acquisizione di tali informazioni, in modo chiaro e soprattutto attendibile ed al di sopra di tutte le parti, ma ciò non può essere motivo per accettare passivamente, per noi stessi e per le future generazioni, il rischio di vedersi immolare ed ipotecare la nostra salute ed il nostro ambiente su un altare che non ci è, né noto, né proprio.

L’obiettivo della presente informativa quindi, non è quello di stimolare a schierarsi a a favore o contro la tecnologia 5G, né tantomeno quello di fermare o rallentare i potenziali benefici del cosiddetto “progresso tecnologico”, ma semplicemente quello di conoscere, comprendere ed essere consapevoli degli eventuali rischi e valutare quindi le alternative, che di certo non mancheranno, sulla base dei più elementari principi di ragionevolezza e di bilanciamento del rischio-beneficio, a favore e per il benessere di tutta la comunità.

A tal fine, è doveroso segnalare che numerosi Paesi Europei e Sindaci di Comuni italiani, da nord a sud, hanno vietato l’installazione delle apparecchiature necessarie per l’attivazione della tecnologia 5G sul loro territorio, di propria iniziativa o attraverso numerose petizioni popolari.

Necessario quindi che ognuno di noi si adoperi per la difesa dei propri interessi e di quelli dell’intera comunità, acquisendo le informazioni che saranno tempo per tempo riportate dall’ACCI, ed aderendo alle iniziative che saranno a tal fine promosse.

16 Marzo 2020

A cura di:

Referente ACCI, Avv. Pietro Casilli

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